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LA “FIBRA” PER DIFFERENZIARSI E SPECIALIZZARSI

LA “FIBRA” PER DIFFERENZIARSI E SPECIALIZZARSI

Per ampliare e consolidare i propri mercati di sbocco la società S.T.L. ha scelto di investire su un sistema laser in fibra Amada LCG 3015 AJ, in grado di assicurare qualità ed efficienza nel taglio di lamiere sottili sino ai 3 mm. Il sistema Amada rappresenta per S.T.L. un buon compromesso tra potenza, affidabilità e compattezza dimensionale.

di Laura Alberelli

Novembre 2015

 

S.T.L., azienda di Lurano in provincia di Bergamo, è specializzata nella lavorazione delle lamiere, di tondi e tubi, la cui produzione consiste soprattutto nella produzione di componenti in acciaio lavorati meccanicamente, assemblati e verniciati utilizzando le tecnologie più all’avanguardia. Fondata da Mariolino Manzoni (attuale Presidente) oltre trent’anni fa, la società è oggi guidata dai figli Elida, Giuseppe e Marco. Il mercato di riferimento principale è, da sempre, quello delle macchine agricole e movimento terra per il quale l’azienda realizza pannellature, scalette, cofanature, griglie, telai e strutture per cabine. A seguire, in ordine di importanza, S.T.L. si rivolge ai settori riscaldamento e condizionamento (producendo componenti per generatori di gas, aria o gas d’acqua come pannelli, cappe, giranti) e movimento aria (per il quale realizza boccagli per pompe aria/vuoto, compressori, cappe, ventilatori). In questi anni però la famiglia Manzoni ha deciso di differenziare sempre più i mercati di sbocco, riducendo la presenza dell’azienda nel settore “trattori stico” che in passato ha rappresentato ben il 70% del fatturato complessivo. “Negli ultimi 15 anni, il nostro obiettivo è stato quello di differenziare la clientela cercando di implementare la nostra presenza in settori che, pur prevedendo la lavorazione della lamiera, fossero differenti da quello legato alla produzione di trattori. Abbiamo scelto di entrare in settori complementari a questo, cercando di offrire in ciascuno di essi un prodotto sempre più completo e complesso, sia nella sua struttura (inteso come distinta base) sia come numero elevato di codici da gestire contemporaneamente grazie a una struttura che, seppur cresciuta dimensionalmente, mantiene una flessibilità e una reattività sempre più performanti. Oltre alla differenziazione dei mercati, i nostri sforzi sono tesi verso l’acquisizione di una maggiore specializzazione in un’ottica di una più spinta internazionalizzazione. In questo modo è possibile garantire una crescita continua e assorbire eventuali ricadute “domestiche”. Un vero processo di internazionalizzazione è però possibile solo grazie a un’innovazione tecnologica continua e a una formazione professionale costante, due aspetti particolarmente cari a S.T.L.”. La politica di differenziazione dei mercati a cui ha accennato Marco Manzoni sta dando i suoi frutti: attualmente la quota di fatturato proveniente dal settore trattoristico è scesa a circa il 55%, mentre è stato registrato un significativo incremento degli ordini provenienti dai settori movimento aria e condizionamento e riscaldamento. Per il 2016 la società confida che le quote di mercato riferite a questi due sbocchi rappresenteranno una quota significativa del fatturato complessivo. “Sebbene stiamo puntando sempre più verso altri settori, quello della carpenteria per trattori resta quello predominante. Il nostro intento è quello di lavorare sempre più con l’estero e con aziende di un certo calibro, come ad esempio il gruppo CNH diventato da poco nostro cliente” afferma ancora Marco Manzoni.

Dai particolari piccoli e semplici fino alle strutture complesse
Come sottolinea Giuseppe Manzoni “siamo terzisti ma non puri, nel senso che abbiamo raggiunto un livello di specializzazione tale che riusciamo ad avere una programmazione e una continuità nelle commesse che un subfornitore qualunque difficilmente avrebbe. S.T.L. segue l’intero ciclo di produzione del prodotto, che nel caso di un trattore ha una durata piuttosto lunga, che si aggira intorno ai quattro-cinque anni. Come è facile intuire, in un lasso di tempo così ampio il prodotto è soggetto a continue opere di restyling, che ci coinvolgono direttamente. Nella nostra attività non realizziamo solo singoli prodotti ma anche pezzi strutturali o pezzi di assemblati. Il nostro intento, oltre alla ricerca del cliente grande e internazionale, è quello di riuscire a gestire il maggior numero di codici oltre a riuscire a garantire la fornitura di prodotti di una certa complessità e dimensione. Si tratta di una “sfida” che riteniamo di avere già vinto: siamo infatti nati come contoterzisti di pezzi semplici e di piccole dimensioni (come, ad esempio, le staffette) e oggi forniamo supporti e pianali per cabine e per colonne sterzo di una certa complessità destinati ai trattori Same o Deutz-Fahr (solo per fare alcuni nomi), strutture di sicurezza come le scalette di risalita ed elementi “visivi” di crescente importanza, sia funzionale che estetica, quali le strisce cofano motore. Il cliente di S.T.L. sa di poter trovare in noi un alleato per ogni progetto, anche quello più complesso. La capacità di realizzare certi prodotti è, di per sé, una certificazione delle nostre capacità e rappresenta un biglietto da visita spendibile sul mercato nazionale e internazionale”. S.T.L. è attrezzata sia per lo stampaggio che per la tranciatura di svariati particolari. Ma in officina l’azienda utilizza anche la tecnologia laser.  “Abbiamo introdotto il laser circa una ventina di anni fa. Inizialmente veniva impiegato soprattutto per realizzare lotti piccoli o per produrre particolari di una certa dimensione, e ha cominciato progressivamente a sostituire la tranciatura. Questa tendenza l’abbiamo riscontrata soprattutto negli ultimi anni nel settore trattoristico (dove le commesse hanno numeri contenuti), in cui la tranciatura – fatta qualche debita eccezione – sta progressivamente scomparendo. In pratica, il reparto di tranciatura è diventato un reparto di stampaggio e imbutitura di particolari 3D che poi finiamo al laser con un impianto dedicato” spiega ancora Giuseppe Manzoni.

Dopo tre sistemi laser CO2, fa il suo ingresso la tecnologia in fibra
Da qualche anno, in S.T.L. sono in funzione tre macchine laser in piano e un sistema laser 3D. “Negli ultimi anni, il 3D ha fatto passi da gigante, tanto che oggi, come detto, non si parla più di tranciatura ma di imbutitura. Il sistema laser 3D che abbiamo installato in azienda è ubicato lontano dagli altri sistemi laser, perché posizionato in prossimità dell’attrezzeria in quanto necessita di parecchi attrezzaggi per il posizionamento del pezzo” interviene Mariolino Manzoni. “Per quanto riguarda invece i laser bidimensionali, in officina abbiamo tre macchine laser CO2 con potenza 4 kW che lavorano in ciclo continuo lamiere con spessori di una certa importanza, tipici del settore trattoristico. Nel campo della ventilazione però, ambito nel quale stiamo cercando di rafforzare la nostra presenza, ci viene spesso chiesto di tagliare lamiere con spessori sottili (dai 3 mm in giù). Per soddisfare questo tipo di esigenze, abbiamo scelto di investire su un sistema laser in fibra, perché sui bassi spessori questa tecnologia è l’unica ad assicurare velocità elevate e costi contenuti. Inizialmente – anche per motivi di ingombri – pensavamo di sostituire una macchina CO2 con una in fibra, ma alla fine abbiamo deciso di inserire il fibra accanto alle tre CO2, scelta che si è rivelata vincente”. La new entry a cui ci si riferisce è un sistema laser in fibra Amada LCG 3015 AJ, operativo in azienda da circa due mesi. “Oltre che per la sua capacità di assicurare qualità ed efficienza nel taglio di lamiere con spessori sino a 3 mm, abbiamo scelto il sistema Amada per il suo grado di automazione, un aspetto importante in caso di movimentazione di fogli sottili (sfogliamento, carico dei singoli fogli, ecc). Il sistema laser in fibra Amada si è rivelato un buon compromesso tra potenza, affidabilità e compattezza dimensionale. Ogni sistema laser, incluso quello di Amada, è dotato di un proprio magazzino. Prevediamo però in futuro di adottare un magazzino centralizzato in grado di asservire tutte le macchine” racconta nuovamente Giuseppe Manzoni. Aggiunge Marco, sales manager dell’azienda: “Il fatto che Amada detenga in toto (dalla sorgente sino al sistema) il know how della competenza del fibra ha evidentemente giocato un ruolo decisivo nel momento della scelta. Eravamo alla ricerca di una soluzione unica, globale, e Amada con il suo sistema laser in fibra LCG 3015 AJ è stata in grado di fornircela”.

Alte prestazioni ma non solo nei piccoli spessori
La macchina Amada installata in S.T.L. è un impianto standard dal punto di vista del layout. Si tratta di un sistema particolarmente compatto, in quanto la torre è posizionata sopra il cambio pallet sebbene la macchina sia utilizzabile con un cambio pallet classico. Un sistema di sfogliamento delle lamiere, con catenelle motorizzate, assicura lo scarico dei materiali nobili in maniera precisa, pulita e senza graffi. “Ci tengo però a sottolineare che la macchina Amada non la utilizziamo solo per gestire lamiere di piccolo spessore, ma viene impiegata con successo anche per la lavorazione di particolari destinati al settore trattoristico, e con spessori superiori ai 3 mm. Amada LCG 3015 AJ è però, a tutti gli effetti, il nostro “asso nella manica” con il quale intendiamo imporci in maniera decisiva sui mercati in cui è richiesto il taglio di spessori sottili, come nel campo della ventilazione” precisa Marco Manzoni. Per quanto riguarda la gestione dell’impianto Amada, così come è avvenuto per le altre macchine laser installate in azienda, a governarla è il software proprietario fornito dal costruttore della stessa. “Poiché non abbiamo mai avuto una macchina Amada, abbiamo dovuto imparare un nuovo metodo di programmazione. L’aspetto positivo è stato scoprire di avere a disposizione nuovi e innovativi strumenti software come il Product Designer, che può davvero fare la differenza nell’ottica del co-design, servizio che la nostra azienda garantisce ai clienti che ne fanno richiesta” afferma Giuseppe Manzoni che sulle macchine “mette mano” operativamente parlando. Parlare di livelli di produttività raggiunti sull’impianto Amada è ancora prematuro, considerato che la macchina è in funzione in S.T.L. solo da pochi mesi. Ma i risultati sin qui ottenuti sono più che incoraggianti e le prospettive sono delle migliori. “Abbiamo avuto modo di testare l’affidabilità del sistema Amada LCG 3015 AJ sia su turni di otto ore che su turni non presidiati per alcune settimane e siamo rimasti soddisfatti” racconta il product manager. Quando sul mercato si è diffusa la voce che in S.T.L. avevamo installato un laser in fibra, siamo stati contattati da diversi clienti che sino a ieri ci erano preclusi per limiti di tipo tecnologico. Oltre alla possibilità di diversificare la nostra capacità produttiva (non più solo grandi spessori ma anche piccoli), con il fibra possiamo adesso tagliare materiali altamente riflettenti, che rappresenta uno dei must di questo tipo di tecnologia”. Quali sono quindi le prospettive per il futuro? “Circa ogni anno, in S.T.L. si investe in un nuovo sistema produttivo. Molto presto dunque ci domanderemo se acquistare un altro sistema laser in fibra ma potenziato oppure no. Si vedrà. Nel frattempo, ci guardiamo intorno cercando di capire ciò che di buono ha da offrire il mercato. A proposito, ho sentito dire che con un sistema laser in fibra Amada con potenza 2 kW è possibile tagliare lamiere in ferro con spessori fino a 25 mm … ” concludono in coro i fratelli Manzoni.

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